Vai al contenuto principale
Martagon
Quotidiano

Fibre solubili o insolubili: quali scegliere per il transito

La redazione di Martagon6 min di lettura

Ciotole di fiocchi d’avena, semi di lino, prugne secche e mezza pera su un piano di lavoro chiaro, accanto a un bicchiere d’acqua

«Mangiate fibre» è un consiglio troppo corto. Ne esistono due famiglie, non agiscono allo stesso modo, e una delle due può aggravare il disagio se la si aumenta troppo in fretta. La distinzione merita di essere conosciuta.

Due famiglie, due meccanismi

Le fibre alimentari sono le parti dei vegetali che la digestione non scompone. Si classificano secondo il loro comportamento in acqua.

Che cosa distingue le due famiglie
FamigliaChe cosa faDove si trova
SolubiliFormano un gel che trattiene l’acqua, ammorbidisce e lubrificaPsillio, avena, orzo, mela, pera, legumi, semi di lino
InsolubiliAumentano il volume e stimolano meccanicamente il transitoCrusca di frumento, cereali integrali, buccia della frutta, verdure fibrose

Questa differenza spiega perché lo stesso consiglio produce risultati opposti secondo le persone. Le fibre insolubili accelerano, ma possono gonfiare e disturbare. Le solubili agiscono più dolcemente, modificando la consistenza invece di spingere.

Che cosa distingue la meta-analisi

Una revisione sistematica con meta-analisi ha esaminato l’effetto di una supplementazione in fibre sulla stitichezza cronica dell’adulto. Conclude a un miglioramento della frequenza delle evacuazioni, ma con una sfumatura di peso: i dati sono nettamente più solidi per le fibre solubili — lo psillio in testa — che per le insolubili, i cui risultati sono più eterogenei.

Un’altra meta-analisi dedicata allo stesso tema va nella stessa direzione sulla frequenza delle evacuazioni. L’effetto sulla consistenza e sullo sforzo resta invece più variabile secondo il tipo di fibra studiato.

2–3settimane per aumentareTempo ragionevole per salire progressivamente, senza provocare gonfiori e gas.
+acqua, obbligatoriamenteUna fibra che trattiene l’acqua senza acqua disponibile indurisce invece di ammorbidire.
30grammi al giorno, ordine di grandezzaRiferimento spesso citato per l’adulto, tutti i tipi di fibre insieme.

Da dove cominciare

  • La colazione è il pasto più semplice da modificare: fiocchi d’avena, pane integrale, un frutto con la buccia.
  • Le prugne secche hanno il vantaggio di combinare fibre e sorbitolo, uno zucchero che richiama acqua nell’intestino.
  • I legumi apportano molto, ma si reintroducono lentamente: un cucchiaio, poi due.
  • I semi di lino macinati — interi attraversano senza liberare nulla — si aggiungono a uno yogurt o a una minestra.

Domande frequenti

Quale fibra è più efficace contro la stitichezza?

Una meta-analisi dedicata alla supplementazione in fibre conclude a dati nettamente più solidi per le fibre solubili — lo psillio in particolare — che per le insolubili, i cui risultati sono più eterogenei.

Perché le fibre mi gonfiano?

Il più delle volte perché l’aumento è stato troppo rapido, o perché non è stato accompagnato da più acqua. Una salita progressiva su due o tre settimane, con più bevande, risolve in genere il problema.

Serve un integratore di fibre?

Non subito. L’alimentazione viene prima, e una stitichezza che dura giustifica soprattutto la ricerca di una causa farmacologica o medica. Un integratore può essere discusso poi con un professionista.

Fonti

  1. Christodoulides S, Dimidi E, Fragkos KC, et al. Systematic review with meta-analysis: effect of fibre supplementation on chronic idiopathic constipation in adults. Alimentary Pharmacology & Therapeutics. 2016;44(2):103–116. doi:10.1111/apt.13662
  2. Yang J, Wang HP, Zhou L, Xu CF. Effect of dietary fiber on constipation: a meta analysis. World Journal of Gastroenterology. 2012;18(48):7378–7383. doi:10.3748/wjg.v18.i48.7378
  3. Bharucha AE, Lacy BE. Mechanisms, Evaluation, and Management of Chronic Constipation. Gastroenterology. 2020;158(5):1232–1249.e3. doi:10.1053/j.gastro.2019.12.034
  4. Volkert D, Beck AM, Cederholm T, et al. ESPEN practical guideline: Clinical nutrition and hydration in geriatrics. Clinical Nutrition. 2022;41(4):958–989. doi:10.1016/j.clnu.2022.01.024

Nello stesso capitolo

Idratazione, transito e benessere digestivo dopo i 60 anni

Perché la sensazione di sete diventa un cattivo indicatore e che cosa dicono i dati su fibre e transito.

Torna al capitolo